Storia del parkour a Padova

Storia del parkour a Padova

La storia del parkour bene o male si reperisce, ma nessuno ha mai scritto nulla sulla storia del parkour a Padova. Noi ci proviamo.

 

Padova è stata una delle città ammiraglie della diffusione del parkour in Italia. I primi praticanti hanno iniziato ad esplorare la città intorno al 2005 e tramite il forum "GoParkour", attivo in tutto il veneto nelle sue sezioni provinciali, hanno iniziato a coinvolgere sempre più persone facendo crescere il gruppo. Ai tempi non esistevano ancora né corsi né associazioni dedicati alla disciplina in zona, né istruttori, quindi la pratica del parkour veniva vissuta in modo davvero simile a quello degli anni del suo sviluppo francese da parte degli Yamakasi: ognuno si allenava quando poteva scrivendolo sul forum, in modo da essere raggiungibile dagli altri membri per condividere le scoperte e le esperienze.

 

Quando l'afflusso al gruppo GoParkour iniziò ad esplodere grazie alla diffusione mediatica che la disciplina iniziava ad avere anche in itala, tra il 2009 e il 2010, purtroppo il clima di coinvolgimento, inclusione e condivisione iniziò a sgretolarsi. I primi praticanti iniziarono ad escludere ed allontanare chi iniziava a sviluppare approcci diversi alla disciplina, forti della loro maggiore esperienza (purtroppo solamente quantitativamente superiore), ponendosi non più come leader ma come giudici e legislatori. Un paio di anni dopo il forum dovette cedere il posto al gruppo Facebook "Parkour Padova", ancora oggi attivo con circa 400 membri, di cui meno della metà praticanti effettivi di Padova.

 

Con lo spostamento su Facebook sembrava si stesse ricostituendo un clima costruttivo ed inclusivo simile a quello dei primi anni, ma poco dopo, alcuni tra i primi praticanti fondarono la prima associazione sportiva dilettantistica di parkour a Padova, con uno dei primi praticanti italiani di Bergamo, che lì ne aveva una sede. Con l'inizio dei corsi, gli oramai coach, iniziarono ad ammettere anche ai loro allenamenti ufficiosi solamente amici stretti e tesserati, negando dunque la condivisione di allenamenti ed esperienze a tutti gli altri praticanti autonomi della scena patavina.

 

Questo creò un paio d'anni di confusione e crisi nella comunità di praticanti locale, in quanto il gruppo continuava (e continua tuttora) ad essere gestito pressoché del tutto dai nuovi coach, che ovviamente dovevano dare la precedenza agli interessi della loro associazione, lasciando la community senza una guida e senza indicazioni. Da quel momento il gruppo ha iniziato ad essere molto più sterile, in quanto la maggior parte dei membri, compresi i più "anziani", hanno preferito continuare a praticare autonomamente, avendo perso quasi del tutto lo "spirito di appartenenza" che li legava. Una riprova di ciò si ha anche dal fatto che purtroppo al giorno d'oggi spesso e volentieri, pur trovandosi per caso a praticare nello stesso spot nello stesso momento, tanti rifiutano addirittura di condividere un allenamento. Le motivazioni sono le più varie: da chi per superbia e/o egoismo, in quanto avente alle spalle più anni di esperienza e magari anche di formazione, decide di tenere tutto per sé stando ben attenti a non facilitare a nessuno la via, a chi essendosi da poco avvicinato alla disciplina non ha idea dell'importanza della community nell'arte dello spostamento.

 

Tenendo d'occhio il gruppo Facebook per fortuna oggi non è poi così infrequente trovare una proposta di allenamento, anche se le risposte sono davvero poche.

In ogni caso, negli anni successivi alla crisi del gruppo di praticanti indipendenti di Padova il numero di coach è aumentato, dando la possibilità di crescere e coinvolgere anche a nuove realtà, come noi, scuola di parkour a Padova Uncensored Runners, la parkour squad dell'Accademia Dell'Acrobata dell'Ardor (storica palestra di ginnastica artistica agonistica ed amatoriale) e il CUS Padova.

 

Uncensored Runners